25.01.2012 – SCIOPERO TIR, CONFAGRICOLTURA SALERNO: “L’AGRICOLTURA DELLA PIANA IN GINOCCHIO CONTA I DANNI DI MILIONI DI EURO. BISOGNA RENDERE SUBITO OPERATIVE LE MISURE PROMESSE DAL GOVERNO ALLA UE PER RIPRISTINARE L’ORDINE”
“Abbiamo assistito a situazioni inaccettabili di prevaricazione, agli agricoltori è stato impedito anche di porre prodotti nelle celle frigorifere e di trasportare con propri mezzi i prodotti. La notizia che il governo ha assicurato alla Ue che assumerà tutte le misure necessarie a porre fine ai blocchi degli autotrasportatori, giunge quanto mai opportuna. Un intervento immediato e risolutivo non poteva essere più rinviato per restituire alla maggioranza dei cittadini e degli agricoltori il diritto al lavoro e la fine di gravissimi disagi”. Lo sottolinea Confagricoltura Salerno, in relazione allo sciopero dei Tir che ha vissuto anche una tragica giornata segnata da un incidente mortale tra i manifestanti.
“La dissennata protesta dell’autotrasporto – sottolinea il presidente Rosario Rago – si è riverberata prevalentemente sulle imprese agricole, soprattutto nel Meridione ed in particolare quelle della Piana del Sele e del Vallo di Diano per troppo tempo sottoposti ad un assedio anche dall’interno. Cinque giorni di agitazione hanno fatto perdere consegne di ortofrutta e latte per centinaia di migliaia di euro. L’agricoltura salernitana è davvero mal ridotta”.
Confagricoltura nazionale ha attivato un’unità di crisi per fronteggiare la nuova emergenza, quella relativa alla protesta degli autotrasportatori, sta raccogliendo in tempo reale i dati dal territorio e monitorando l’evolversi della situazione. Di ora in ora, infatti, gli effetti del blocco appaiono sempre più gravi. Nelle aree del Meridione e della Sicilia interessate dai blocchi, mediamente vengono prodotte ogni giorno generi alimentari per un valore di circa 34 milioni di euro, che in gran parte vanno perduti.
A ciò – conclude l’Organizzazione degli imprenditori agricoli salernitani – si aggiungono gli effetti occupazionali. La raccolta, la preparazione alla vendita e le forniture sono interrotte da oltre una settimana, determinando, sino ad ora, la perdita di oltre 80 mila giornate di lavoro equivalenti a circa 500 mila di euro di retribuzione.

