18.01.2012 – RAGO: “CREDITO NEGATO ALLE PMI E CONTROLLI VESSANTI, COSÌ SI INCATENA IL MERCATO”

Confagricoltura continua la sua battaglia a favore del sistema impresa e lo fa con “Cresci Italia” Il nuovo documento di attacco alla manovra “Salva Italia” dalla quale non emergono reali sgravi fiscali né misure specifiche per favorire la crescita del settore. “Gli agricoltori sono vessati dai controlli – spiega il Presidente di Confagricoltura Salerno Rosario Rago – l’azienda è soggetta periodicamente a differenti tipologie di ispezioni, svolte da soggetti diversi, che implicano da parte dell’imprenditore un’effettiva incidenza sull’attività lavorativa, qualificata nel linguaggio comune come costo dell’impresa in termini di burocrazia amministrativa, ma anche come perdita di tempo, dunque interruzione dei ritmi di lavoro, conseguenti ritardi nelle consegne degli ordini ricevuti”. A ciò si aggiunga che il sistema creditizio, è del tutto assente nel sostenere la crescita del comparto.
Ottenere un finanziamento è diventato quasi impossibile. “Le banche hanno incatenato il mercato con le restrizioni applicate sulla concessione di liquidità” continua Rago – e così facendo hanno azzerato ogni possibilità di crescita”. In particolare per quanto riguarda l’agricoltura, molte banche chiedono garanzie suppletive che nascono da una dichiarata insufficiente conoscenza del primario. Una recente analisi del Centro Studi di Confagricoltura ha rilevato che in dieci anni, tra il 2001 ed il 2011, gli impieghi in agricoltura sono cresciuti da circa 23 miliardi di euro a più di 43 miliardi. Tutto ciò è stato fatto a tassi di mercato e quindi l’indebitamento bancario rischia di diventare estremamente gravoso. Il rapporto fra sofferenze lorde e impieghi, che prima era diminuito per l’agricoltura, è ritornato a crescere negli ultimi due anni. A luglio 2011 si attestava al 7,64% (7,44% quello generale), con valori ancor più preoccupanti, a due cifre, nel Mezzogiorno. “Quasi il 60% dell’esposizione bancaria delle imprese agricole è di breve periodo – conclude l’analisi di Confagricoltura – e c’è il rischio che gran parte delle somme debbano essere restituite alla scadenza alle banche, senza la possibilità di essere rinnovate o consolidate con nuovi prestiti”.

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