21.12.2011 – DECRETO SALVA VITA: SALERNO PERDE LO 0,42% DEL PIL PER LE TASSAZIONI SUL COMPARTO AGRICOLO
La manovra finanziaria uccide l’agricoltura. Pronti i dati delle pesanti ripercussioni su Salerno
Nuove imposizioni fiscale sui terreni e sui fabbricati rurali. Disposizioni punitive per le aziende.
“Sugli agricoltori e sulle loro famiglie graverà oltre il 10 % del peso della manovra. Oltre mezzo milione di aziende sotto i 20 ettari di superficie rischiano di chiudere”. E’ una denuncia disperata quella del Presidente nazionale di Confagricoltura Mario Guidi sulle modifiche alla manovra finanziaria, divenuta presto un vero e proprio allarme che ha creato agitazione in tutte le sedi territoriali in Italia, a causa delle pesanti tassazioni previste. “Nelle province in cui l’agricoltura riveste un ruolo preponderante, proprio come Salerno – rilancia il Presidente di Confagricoltura Salerno Rosario Rago – le ripercussioni saranno devastanti. L’accatastamento dei fabbricati rurali (che per gli agricoltori sono mezzi di produzione), il cui reddito era già compreso in quello dei terreni, ora subirà una duplicazione di imposta. Solo l’incremento della base imponibile ai fini IMU, assieme alle nuove tasse sui fabbricati rurali, comporterà incrementi di tassazione dal 100 % sino al 400 %. Esiste infatti una vera e propria imposta patrimoniale comunale sui terreni agricoli e l’assoggettamento al tributo, in via autonoma, dei fabbricati rurali il cui valore, fino ad ora, era stato considerato assorbito nella tassazione dei terreni, in relazione al loro ruolo strumentale all’esercizio dell’attività agricola. Secondo dati nazionali Istat, il prelievo fiscale che fino a ieri, era calcolabile in circa un miliardo di euro di ulteriori tasse, oggi è stato inserito nel provvedimento un ulteriore inasprimento relativo a questo capitolo”.
I dati nella area salernitana sono particolarmente drammatici, perchè grazie all’agricoltura si registrano circa 23.000 aziende attive con valori medi fondiari pari a 50.000€ /ha. Se pensiamo solo ai dati regionali, la provincia di Salerno in agricoltura vale circa il 33% del Pil regionale di settore, ed i suoi valori medi sono i più alti in assoluto, dopo la provincia di Napoli. Questi dati fanno capire l’incidenza, ad esempio, dell’IMU per i soli terreni condotti di circa il 280% e del 325% per i fabbricati rurali e strumentali all’attività.
“I termini di Pil provinciale l’agricoltura salernitana, specie in alcune aree della stessa, incide in maniera significativa – ha aggiunto il direttore di Confagricoltura Salerno Carmine Libretto – Se si pensa che il solo aumento di PIL della locomotiva salernitana, pari a 2,53%, dipende per circa il 47% dall’aumento del PIL in agricoltura, capiamo come gli effetti recessivi di tale manovra portano di fatto ad un azzeramento di tale crescita, con effetti stimati di riduzione, sempre nella sola provincia salernitana e relativa all’agricoltura della stessa pari allo 0,42% del PIL provinciale.
Paragonati al quadro regionale, tali dati sono ancora più drammatici. La Campania infatti viene da un periodo di riduzione del PIL regionale pari al 5,2% superiore al dato dell’intero Mezzogiorno che è del 4,3%. Solo Napoli arretra del 2,57% ( dati osservatorio su banche ed imprese 2011 – Campania ).
A decorrere dal 1° gennaio 2012 partirà poi un percorso di graduale aumento delle aliquote contributive pensionistiche per i lavoratori autonomi agricoli (coltivatori diretti, coloni e mezzadri, IAP) che si concluderà nel 2018 col raggiungimento dell’aliquota del 22% (oggi 20,30%) nelle zone normali e del 20% (oggi 17,30%) nelle zone montane e svantaggiate. Anche qui la Provincia di Salerno sconterà aumenti medi superiori alla media nazionale di circa il 7% sempre con riferimento ai dati 2010 di contribuzione per settore. Le aziende sconteranno costi aggiunti che andranno da un minimo di € 24 fino ad un massimo di € 64 ad ogni unità attiva. L’incidenza in termini poi di riduzione della spesa dovuta a maggiori oneri contributi sarà facilmente ricavabile in termini di minor reddito disponibile.
La manovra brucia poi, sempre con riferimento ai dati nazionali circa il 10% del valore aggiunto prodotto in agricoltura. E se in Campania il valore aggiunto di produzione cala del 5,5% rispetto al 2009, il valore aggiunto in agricoltura è l’unico che nel 2010 aumenta del 2,6%. Per incidenza di VA nella sola regione Campania, la Provincia di Salerno sconta, sulle stime del 2011, una riduzione stimata di circa il 14% del valore aggiunto dovuto agli effetti della manovra.
Insomma è l’intero impianto dell’imposizione fiscale sui terreni, ma soprattutto sui fabbricati strumentali all’attività agricola, che risulta iniqua e punitiva per le imprese del settore.
Le fonti in agricoltura citate sono del rapporto INEA 2011

