15.09.2011 Inflazione, Confagricoltura: "Agricoltura salvagente al carovita, ma le aziende sono al collasso"
“L’agricoltura sta continuando a fare da parziale ammortizzatore ad un’inflazione giunta al 2,8% su base annua. Ma questo ruolo di salvagente contro il carovita i produttori agricoli continuano a pagarlo a caro prezzo”. Lo sottolinea Confagricoltura, commentando i prezzi definitivi al consumo ad agosto diffusi oggi da Istat.
Dai dati Istat sull’inflazione emerge un calo delle quotazioni degli alimentari non lavorati dello 0,6% ad agosto rispetto a luglio. Ciò è dovuto principalmente alla diminuzione dei prezzi della frutta fresca (-2,9% su base congiunturale) e di ortaggi e verdure (-2,5%).
Confagricoltura fa presente come il crollo delle quotazioni per pesche e nettarine, cocomeri, pere, uva da tavola, ancora persista. E ricorda, come esempio, il prezzo attuale dell’uva Italia nei vari passaggi (come rilevato da “SMS consumatori” servizio avviato dal ministero per le Politiche agricole): un chilogrammo viene venduto dal produttore a 45 centesimi, il grossista lo rivende a 1,02 euro (più del doppio), mentre il prezzo medio al consumatore è di 2,10 euro/kg, quattro volte di più.
“Che i prezzi degli alimenti freschi diminuiscano è una buona notizia per i consumatori, in un momento di grandi difficoltà per l’economia e le famiglie. Ci auguriamo, tuttavia, che possano incentivare anche una ripresa delle vendite di frutta e verdura dei nostri produttori e ad un riequilibrio del valore nelle filiere”.

