23.06.2011 – CINIPIDE DEL CASTAGNO, LE PROPOSTE DI CONFAGRICOLTURA SALERNO

Il Cinipide del Castagno sta creando danni gravissimi ai castagneti riducendo notevolmente o azzerando del tutto la produzione dei frutti. Dal 2008, in Campania, le aree colpite si sono estese per una zona di insediamento limitata al confine delle Province di Avellino e Salerno per espandersi oggi a tutte le province campane. Le aree colpite ed i comuni interessati sono aumentati in maniera esponenziale. Tutte le province campane denunciano la presenza del cinipide e le attività  di contrasto e ricerca messe in atto negli ultimi tempi stanno producendo degli effetti positivi, ma non ancora sufficienti a poter controllare l’emergenza.

Sono già state messe in atto una serie di interventi: sia nel campo della ricerca, sia nell’ambito delle misure destinate al contenimento e contrasto mediante l’utilizzo dei nemici naturali del cinipide (vedi:Torymus Sinensis), tuttavia i benefici di questo tipo di azione saranno visibili dopo un quinquennio.

Confagricoltura Salerno, allora, in assoluta sinergia con l’Assessorato alle Politiche Agricole della Provincia,  sottolinea che la vera emergenza oggi è quella legata alla sopravvivenza delle moltissime aziende del comparto che non potranno reggere ad un così lungo periodo di mancata produzione, e alla contestuale necessità di provvedere alla gestione dei castagneti e del relativo soprassuolo per consentire la ripresa produttiva ed evitare i temuti fenomeni di dissesto idrogeologico ed incendi. Questi ultimi due aspetti rivestono poi una fondamentale importanza data la collocazione delle aree castanicole in  territori ad elevata valenza  ambientale.

Per questo motivo Confagricoltura propone con forza che questa sia considerata una emergenza ambientale.

Da sottolineare ancora il rischio di crisi dovuto alla ricaduta occupazionale dell’indotto che occupa circa 2000 addetti e che fa del sistema agroindustriale campano di trasformazione della castagna il più importante al mondo.

Per questo proponiamo una serie di interventi che se adeguatamente sviluppati e coordinati potranno aiutare le imprese del Settore a superare l’emergenza in atto:

Al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e Regione Campania CHIEDIAMO:

Riconoscimento dello  stato di emergenza ambientale per i territori  castanicoli.

 Sostegno economico alle aziende castanicole campane con contributi in regime di de minimis

 Sgravi fiscali e contributivi

 Sospensione dei pagamenti di cambiali agrarie e rate mutui

 Incremento fondi da destinarsi al piano castanicolo nazionale.

Eliminare dal piano nazionale assicurativo l’eventualità legata al Cinipide del Castagno, in quanto, nella condizione attuale la presenza del Cinipide determina un danno certo e quindi non liquidabile dalle compagnie assicurative e contestualmente si determina l’impossibilità a poter accedere alle risorse previste in caso di calamità conclamate.

 Produzione di Torimus su larga scala, l’attuale progetto di infettare con cinipide 6500 piante di castagno in vivaio per poi poter produrre il Torimus, appare nei numeri esiguo, tenendo conto dell’infezione dilagante sarebbero necessari un numero nettamente superiore di piante. Considerando che i costi delle piante sono ridotti, tale ipotesi sarebbe facilmente percorribile.

Ricerca – continuare a ricercare altre forme di lotta al cinipide;

Modifica misura 214 azione A e B del PSR valutando di individuare premi più alti per la coltura del castagno, considerando le mutate tecniche colturali da doversi utilizzare nella gestione del castagneto da frutto considerando l’eventualità di ampie adesione all’azione  prevista per la agricoltura biologica.

Modifica misura 211 del PSR, prevedendo il massimo dei punteggi per la coltura del castagno e assicurando ai castanicoltori il pagamento del premio previsto anche in caso di ridotte disponibilità sulla misura.

Severi controlli per le produzioni castanicole di provenienza extra UE, volendosi evitare fenomeni di concorrenza sleale.

Forte attività di promozione delle produzioni castanicole italiane

Al Ministero Ambiente – Protezione civile, CHIEDIAMO:

Riconoscimento alle aziende castanicole del rimborso per i costi degli interventi a valenza ambientale (sfalcio erba , potatura di alleggerimento della chioma, etc…) realizzati in castagneti da frutto poco produttivi a causa della presenza del cinipide – riconoscimento dello stato di emergenza ambientale.

All’Unione europea, CHIEDIAMO:

Riconoscimento del castagno da frutto tra le colture da inserire tra la frutta  a guscio e prevedere un premio congruo

Riconoscere gli interventi realizzati in castagneti da frutto aggrediti dal cinipide come attività non produttive finalizzate alla salvaguardia del territorio e finanziabili al 100%

Prevedere per la programmazione 2014/2020 misure specifiche per il sostegno del comparto castanicolo.

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